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Recensione | Valiant Hearts: The Great War

Aggiornato il: 6 giu 2020



Valiant Hearts: The Great War


La seconda guerra mondiale è spesso scenario di svariati videogiochi: dal D-Day di Medal of Honor a Stalingrado di Red Orchestra, dal fronte libico di Sniper Elite fino ad Okinawa di World at War. La prima invece non ha avuto la stessa fama e per gran parte della storia del videogioco è stata dimenticata. Dal 2014 però, centenario dello scoppio del conflitto, gli sviluppatori hanno riscoperto questo capitolo della storia e hanno iniziato a sfornare titoli come Verdun, Battlefield 1 e 11-11 memories retold. I primi a far nascere l’interesse sull’ambientazione storica sono stati i ragazzi della Ubisoft Montpellier che hanno ambientato la propria avventura grafica nel 1914, sul fronte Franco-Tedesco.


“L'inutile strage” Papa Benedetto XV


Nel giugno del ‘14, tensioni, frizioni, alleanze, rivalità, corsa alle armi, imperialismo e un proiettile a Sarajevo danno inizio alla grande guerra. I protagonisti della trama tuttavia non sono soldati pronti all'azione, ma quattro civili costretti a combattere sul fronte occidentale. I personaggi principali sono il fulcro della trama; le loro storie appassionano, commuovono e ispirano.


I Quattro protagonisti dell’avventura sono Emile, Karl, Freddie e Anna, ognuno con un background diverso, ma con un’unica storia condivisa. Emile e Karl, suocero francese e genero tedesco rispettivamente, sono semplici contadini che dopo lo scoppio della guerra sono costretti ad arruolarsi in due eserciti nemici e combattere una guerra da loro non desiderata. Entrambi sperano di tornare a casa presto ed evitare di scontrarsi nel campo di battaglia. Freddie, soldato americano arruolato nella legione straniera francese, brama vendetta contro un nemico che gli ha sottratto qualcosa di prezioso e non si darà per vinto fino a raggiungere il proprio obiettivo. Ed infine c’è Anna, studentessa di medicina belga, che è in cerca del padre scomparso in guerra, rapito perché capace di costruire qualcosa di molto utile per lo sforzo bellico.


Le loro storie durante il conflitto sono straordinarie, così tanto che raccontare un incipit più dettagliato renderebbe meno interessante l'esperienza di gioco. La trama, senza svelare altro, è fantastica. Nelle sue sette, otto, ore di gioco la narrazione è solida, coinvolgente e ricca di colpi di scena. Il ritmo di gioco è vario, con momenti tranquilli, spensierati e divertenti, e momenti pieni di suspence, paurosi e commoventi, sempre però bilanciati alla perfezione per mantenere l’integrità narrativa. Valiant Hearts è un titolo che va giocato in primis per la narrazione e su questo campo riesce in pieno nel suo obiettivo.


“E' il grande inganno la saggezza dei vecchi. Non diventano saggi. Diventano attenti.” Hemingway


Sebbene ambientato in guerra, Valiant Hearts non è uno “sparatutto in prima persona”, ma un’avventura grafica. Scelta sensata vista la natura della narrazione, che punta a raccontare storie e non stragi. I quattro protagonisti esplorano varie ambientazione, dal Belgio all’Alsazia, piene di enigmi ambientali da risolvere per proseguire con la trama. Ogni protagonista dispone di una sua abilità speciale, tra cui curare feriti e tagliare fili spinati, ed è compito del giocatore usare tutte le abilità e gli oggetti a disposizione per risolvere gli svariati puzzles del gioco. Nelle varie locations ci sono anche innumerevoli collezionabili facoltativi, che se raccolti aprono schede informative con curiosità e fatti riguardo la grande guerra.


Il gameplay in sé non è nulla di straordinario, ma gli sviluppatori lo hanno reso comunque interessante, mischiandolo con la narrativa, rendendolo easy to pick up e usando la componente artistica come parte integrale del gameplay. Tutto Sommato Valiant Hearts poteva anche non essere un videogioco ma un romanzo grafico come ad esempio Persepolis, ma la componente di gioco è solida e permette al giocatore di esplorare e immergersi meglio nelle svariate ambientazioni storiche.


“Mille papaveri rossi” De Andrè


Gli sviluppatori di Montpellier non solo sono talentuosi programmatori, ma anche degli ottimi artisti. Tutto nel gioco, dai personaggi alle ambientazioni, è stato disegnato a mano in uno stile unico, uno stile che sebbene sia fumettistico riesce a incastrarsi bene con la narrativa bellica. I colori sono azzeccati, le visual gags sono riuscite e i movimenti sono dinamici.

Ci sono anche tanti piccoli dettagli che vanno a sottolineare l’unicità della componente artistica, come ad esempio gli occhi dei personaggi che sono sempre nascosti dietro un casco o una ciocca di capelli. Sembra di essere dentro un fumetto, nel quale il giocatore è libero di muoversi dove desidera e di cambiare le cose attorno a sé. Come un fumetto infatti i personaggi non parlano, ma attraverso le loro azioni si fanno capire, unendo così l’aspetto artistico a quello narrativo. Come ciliegina sulla torta, la splendida colonna sonora sottolinea quanto sia importante e azzeccato l’aspetto artistico del gioco. La componente grafica è, assieme alla trama, ciò che rende Valiant Hearts fantastico, unico, e affascinante.


Verdetto

La Grande Guerre è parte fondamentale della nostra storia europea e Valiant Hearts riesce in pieno a riproporla in maniera adeguata, attraverso le storie di chi l’ha vissuta e non di chi l’ha combattuta. La componente narrativa è affascinante e la trama vi terrà incollati allo schermo dall’inizio alla fine. L’estetica del gioco non è da meno e sebbene possa apparire bizzarro rappresentare eventi cupi con uno stile gentile, l’effetto che esso ha sulla narrazione è del tutto positivo. Ed infine il gameplay che, sebbene non sia all'altezza delle altre due componenti, riesce comunque a collegare il giocatore al gioco e non è mai frustrante o ripetitivo. Se vi affascina il periodo storico, o in generale gradite titoli con trame appassionanti che non puntano sul gameplay ma sulla vicenda, Valiant Hearts è un must have.


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Curiosità

Nella versione italiana del gioco, il team che ha tradotto e adattato il titolo, guidato da Elena Balzano, ha inserito delle curiosità riguardo la guerra sul fronte italiano. Sebbene il gioco sia ambientato sul fronte Franco-Tedesco, ci sono delle textbox interessanti riguardo le battaglie dell'Isonzo, il fronte interno italiano, le relazioni pre belliche e altro. Giocando a Valiant Hearts si possono imparare tante curiosità interessanti anche sulla nostra storia durante la grande guerra.



#Valianthearts #recensione #Ubisoft #Ubisoftmontpellier


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